Rivoluzione dell’etere televisivo sempre più vicina: le novità dei mesi estivi

Dopo l’uscita a febbraio della Delibera 39/19 con conseguente aggiornamento del PNAF, vale a dire il Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze, il Ministero dello Sviluppo Economico ha proseguito la sua opera di completamento delle pratiche amministrative per permettere il più velocemente possibile sia agli operatori di rete che ai cittadini italiani di prepararsi in tempo ad una rivoluzione televisiva dovuta, come già spiegato più volte, alla liberazione delle frequenze da concedere alla connessione 5G.

A luglio è stata ufficialmente pubblicata la nuova road map nazionale che prevede lo spegnimento delle frequenze UHF 50-53 a partire dal periodo 1 Gennaio-31 Maggio 2020 nell’Area Ristretta 1 che corrisponde alle province di Imperia, Savona, Genova, La Spezia, Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno, Grosseto, Viterbo, Roma, Latina, Oristano, Sassari

La Sicilia, e più precisamente le province di Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa, Catania, facenti parte dell’Area Ristretta 4, saranno coinvolte in questa procedura tra l’1 Gennaio e il 30 Giugno 2021


Tuttavia a partire dall’1 Gennaio 2020 è già possibile la rottamazione volontaria in cambio di un indennizzo per gli operatori di rete locali sparsi in tutt’Italia che in questo arco di tempo non hanno ancora la necessità di rilasciare la propria frequenza (vale a dire quelli corrispondenti alle Aree intere o ristrette 2, 3 e 4).

Gli operatori di rete locali che dovranno disattivare le frequenze UHF 51 e 53 nelle cosiddette “aree ristrette” e secondo il calendario prestabilito possono scegliere di spegnere anche nelle rimanenti aree regionali. Anche in questo caso sarà concesso un indennizzo.


Limitatamente alla Sicilia, il calendario della liberazione delle frequenze stabilisce che tra l’1 Settembre e il 31 Dicembre 2021 sarà disattivato il mux UHF 30 (Rai 2) (così come in tutto il resto d’Italia), mentre tra l’1 Aprile e il 20 Giugno 2022 saranno spenti sia i mux locali che quelli nazionali, compresi quelli attivati in via transitoria, i mux nazionali in banda 700 MHz e in banda VHF diversi dal mux Rai 1.

Quest’ultime 2 categorie di operatori effettueranno la stessa procedura anche nelle altre regioni italiane.

Le operazioni descritte sopra servono per permettere l’accensione delle frequenze pianificate dal PNAF ed assegnate ai nuovi mux locali, al mux Rai 1 e a quelli nazionali.

 

Tra l’1 Aprile 2022 e il 20 Giugno 2022 è inoltre prevista la conversione totale al DVB-T/MPEG-4, mentre il  passaggio completo al DVB-T2 dovrebbe essere eseguito entro il periodo 21-30 Giugno 2022.

Per quest’ultima modalità di trasmissione però non ci sono ancora conferme definitive se effettivamente verrà usata o meno. In questo decreto, inoltre, è stata considerata la facoltà di accorciare i tempi.

Contemporaneamente sono stati pubblicati l’Avviso dell’11 giugno 2019 per l’assegnazione agli operatori di rete nazionali dei diritti d’uso delle frequenze pianificate dal PNAF, mentre sono state rese note le Linee Guida aggiornate al 22 luglio 2019 per gli operatori di rete locali e le Linee Guida per FSMA aggiornate al 22 luglio 2019 per i fornitori di servizi di media audiovisivi locali che intendono partecipare alla procedura di diffusione dei propri marchi nelle 18 aree tecniche italiane.

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