DTT. Maurizio Giunco: proroga switch-off inevitabile. Ma non a gennaio: ragionare per fine 2022. Periodo transitorio dannoso per Piano Agcom

Fonte: https://www.newslinet.com/dtt-maurizio-giunco-proroga-switch-off-inevitabile-ma-non-a-gennaio-ragionare-per-fine-2022-periodo-transitorio-dannoso-per-piano-agcom/

 

Maurizio Giunco (Confindustria Radio Tv):“Proroga dello switch-off non è solo doverosa, è già nei fatti. Inevitabile. Ma nessuno lo dice credendo che comunque il Mise lo sappia, come lo sanno tutti.
Una proroga a gennaio 2022 non servirebbe a nulla. Occorre che come definito da Agcom nel suo Piano, non vi sia alcun periodo transitorio ma semplicemente un passaggio in DVB-T2 HEVC o altro codec, in modo pressoché contemporaneo su tutta la nazione. Personalmente ritengo che si debba iniziare a lavorare, per prevedere lo switch-off a fine 2022.
Senza HEVC il 75% degli attuali FSMA rimarrebbero senza DTT?
Fatto certo. Agcom non ha mai parlato di una fase transitoria con l’utilizzo dell’MPEG-4 ha realizzato un piano sul DVB-T2 che consente il trasporto di 15 programmi in HD o di circa 40 in SD. Oggi comunque non attuabile poiché come abbiamo detto non vi sono nelle case degli italiani televisori in grado di ricevere tale formato. Una fase transitoria in MPEG-4 oltre a non risolvere il problema metterebbe a grave rischio lo stesso piano di Agcom. Alla base di tale manifesto disinteresse ministeriale vi è solo una attenzione verso le nuove tecnologie e lo sviluppo della rete, il tutto a discapito del mezzo televisivo che comunque a tutt’oggi la fa da padrone”.

 

Maurizio Giunco fiume in piena

Interpellato da NL sull’opportunità di una proroga dello switch-off del digitale televisivo terrestre previsto per la seconda metà del 2021, il presidente della Associazione Tv Locali di Confindustria Radio Tv è un fiume in piena.

(Newslinet) – Diciamo la verità: che l’assegnazione di tutti i diritti d’uso areali all’esito dei bandi scaduti, la pubblicazione dei bandi FSMA e la relativa conclusione dell’iter, la pubblicazione del Piano LCN da parte di Agcom e l’attribuzione degli stessi identificatori ai fornitori utilmente collocati in graduatoria avvengano prima dello switch-off previsto dalla roadmap non ci crede nessuno…

(Maurizio Giunco) – Forse sarebbe opportuno ricordare alcuni dati: i televisori complessivi installati nella prima casa degli italiani sono 43.300.000 di questi solo il 30%, quindi circa 13.000.000, sono pronti per il T2.

 

Maurizio Giunco: mancano (ancora) 30 mln di televisori nelle prime case….

Ne deriva che per completare la dotazione nelle prime case degli italiani mancano all’appello 30.000.000 di televisori. Vale a dire che, lockdown permettendo, trenta milioni di italiani dovrebbero andare ad acquistare un televisore da oggi a settembre 2021 o giugno 2022. Davvero ci si può credere?

 

… che arrivano a 55 mln con le seconde

Se poi consideriamo il parco complessivo di televisori, considerando anche le seconde e terze case, arriviamo ad un totale complessivo di 50/55.000.000 di apparati ma sempre 13.000.000 rimangono i televisori pronti per lo switch-off. A poco conta il fatto che il Mise abbia immaginato di adottare, per le aree del nord costrette alla modifica del sistema dal mese di settembre 2021, il formato MPEG-4. I televisori italiani capaci di ricevere tale formato sono circa venti milioni.

 

Mise ha avviato procedura prevista nel 2017 solo nel 2020

Se oltre a ciò aggiungiamo che di fronte ad una precisa norma contenuta nella legge 205 del 27/12/2017, solo nell’anno 2020 inoltrato il Mise ha iniziato ad avviare una serie di procedure indispensabili quali i bandi per l’assegnazione dei diritti d’uso, i bandi FSMA ecc., ci accorgiamo che i precedenti Governi hanno fatto poco o nulla per consentire il rispetto delle date prefissate.

 

Con struttura ministeriale al lumicino….

E certo non potevano contare su di una struttura ministeriale ridotta al lumicino. Su tale atteggiamento non occorre ricercare motivazioni recondite, poiché alla base di tale manifesto disinteresse vi è solo una, seppur comprensibile, attenzione verso le nuove tecnologie e lo sviluppo della rete, il tutto a discapito del mezzo televisivo che comunque a tutt’oggi la fa da padrone.

 

Agcom pubblicherà a breve il Piano LCN

Credo che di contro AGCOM pubblicherà a breve il piano LCN centrando pienamente gli obiettivi ad essa demandati.

 

I responsabili di una Morte Annunciata

(NL) – Quindi una proroga non è solo opportuna, ma indispensabile…

(M.G.) – Mi viene in mente il famoso libro di Gabriel Garcia Marquez “Cronaca di una Morte Annunciata” dove Santiago Nasar viene assassinato dai fratelli Vicario. Tutto il paese conosceva le intenzioni dei due fratelli, tutti lo sanno, ma nessuno fa alcunché per impedirlo, e ciò, nonostante gli assassini facciano di tutto perché qualcuno impedisca loro di commettere l’omicidio. La proroga non è solo doverosa, è già nei fatti. Inevitabile. Ma nessuno lo dice credendo che comunque il Mise (Santiago Nasar) lo sappia, come lo sanno tutti.

 

Una proroga a gennaio 2022 non servirebbe a nulla

(NL) – Uno slittamento a gennaio 2022 difficilmente risolverebbe il problema. Una manciata di mesi non bastano. Meglio arrivare dritti allo switch-off unico del giugno 2022?

(M.G.) – Concordo sul fatto che una proroga a gennaio 2022 non risolverebbe alcun problema. Occorre che come definito da Agcom nel suo Piano, non vi sia alcun periodo transitorio ma semplicemente un passaggio in DVB-T2 HEVC o altro codec, in modo pressoché contemporaneo su tutta la nazione.

 

Lavorare per spostare switch-off a fine 2022

Personalmente ritengo che si debba iniziare a lavorare, per prevedere lo switch-off a fine 2022. Ma questo Governo però, a differenza dei precedenti, dovrebbe prendere seriamente in carico il problema. Occorre che i cittadini italiani acquistino trenta milioni di televisori. Possiamo davvero immaginare che un incentivo di 50 euro destinati alle famiglie ISEE, faccia correre all’acquisto un esercito di famiglie che hanno il problema di come pagare l’affitto di casa? Occorrono interventi maggiormente incisivi. E forse anche un po’ più di realismo.

 

75% FSMA a terra

(NL) – Tra l’altro nel frattempo ci sarebbero diversi milioni di televisori in più in grado di ricevere la codifica H265. Senza di essa si dice che il 75% degli attuali FSMA rimarrebbero senza DTT….

(M.G.) – E’ un fatto certo. Agcom non ha mai parlato di una fase transitoria con l’utilizzo dell’MPEG-4 ha realizzato un piano sul DVB-T2 che consente il trasporto di 15 programmi in HD o di circa 40 in SD. Oggi comunque non attuabile poiché come abbiamo detto non vi sono nelle case degli italiani televisori in grado di ricevere tale formato. Una fase transitoria in MPEG-4 oltre a non risolvere il problema metterebbe a grave rischio lo stesso piano di AGCOM.

 

Maurizio Giunco: sono fiducioso nel nuovo governo

(NL) – A pelle, il Ministero prorogherà o ci dovranno pensare i giudici amministrativi?

(M.G.) – Non voglio essere troppo fiducioso, ma oggi abbiamo un governo diverso.

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