DTT. Riformulazione Linee guida bandi FSMA locali non va. Pericolosissima per i 3/4 dei fornitori esistenti che non troveranno spazio sui mux

Fonte: https://www.newslinet.com/dtt-riformulazione-linee-guida-bandi-fsma-locali-non-va-pericolosissima-per-i-3-4-dei-fornitori-esistenti-che-non-troveranno-spazio-sui-mux/

 

La sopravvivenza dei tre quarti dei fornitori di servizi di media audiovisivi locali parte dalle osservazioni alla riformulazione delle Linee guida per i bandi FSMA. Testo sottoposto a consultazione pubblica dal Ministero dello Sviluppo Economico (con termine al 14/02/2021).

 

Sub Agcm

La questione, peraltro, è già finita sul tavolo dell’Antitrust. L’Agcm, infatti, verificherà la fondatezza di un esposto presentato in questi giorni, nel quale si denuncia il rischio di una grave limitazione della concorrenza in ambito televisivo locale.

 

Ma perché la revisione delle Linee guida non è condivisibile?

Ne parliamo con l’avv. Stefano Cionini partner di MCL Avvocati Associati, law firm che cura in esclusiva l’Area Affari Legali di Consultmedia. Struttura di competenze a più livelli che, per conto della propria clientela, sta predisponendo una serie di osservazioni alle citate Linee guida.

 

Il nodo del paragrafo 6

Il principale nodo riguarda il paragrafo 6. Che recita: Secondo quanto stabilito dal PNAF, la capacità trasmissiva necessaria per la trasmissione di un marchio è stimata in un bit rate di circa 2,5-3 Mbit/s per un programma in alta definizione (HD) e di circa 1 Mbit/s per un programma in definizione standard (SD)”.

 

No a paletti trasmissivi

“Alla luce delle esperienze condotte dal 2010 ad oggi, non sembra opportuna la definizione rigida di tagli di capacità trasmissiva. Parliamo di affermazioni dichiarative come: “circa 1 Mbit per un programma SD” e “circa 2,5-3 Mbit/s per un programma HD”. Già oggi, infatti, esistono FSMA che, per esempio, impiegano tagli da 1 MB o meno in H264 ottimizzati attraverso varie soluzioni tecniche“, spiega l’avvocato Cionini.

 

Rischio strumentalizzazione per limitare l’accesso alla concorrenza da parte dei superplayer locali

“E’ poi consigliabile ridurre la soglia di richiesta superiore (2,5 Mbit/S) per garantire la massima possibilità d’accesso a FSMA nel rispetto del pluralismo. E’ del resto improbabile che un FSMA locale possa ambire a veicolare contenuti HD in senso pieno (cioè contenuti in high definition). Esiste pertanto il rischio che tale opportunità venga strumentalizzata per limitare l’accesso alla concorrenza. Chiaramente da parte di soggetti dotati di maggiori risorse economiche che si saranno meglio posizionati nelle graduatorie, continua l’avvocato.

 

Il nodo H264/mpeg4

“D’altro canto, è evidente che tale opportunità verrà sfruttata dai più non già per trasmettere in HD, ma per veicolare contenuti SD in mpeg4/H264. Orbene, in quest’ultima ipotesi, la citata esperienza insegna che già con 1,7 MB in H264 è possibile veicolare un contenuto in formato H264 con qualità ottimale“, sottolinea il legale. Che aggiunge: “Non sarebbe, perlatro, peregrina la richiesta di un aggiornamento ad Agcom, anche sulla scorta del notevole tempo trascorso dall’iniziale determinazione“.

 

Ratio del PNAF Agcom alterata

“La formulazione adottata, inoltre, non sembra essere in linea con la ratio del PNAF che aveva in animo di preservare la massima quota possibile del panorama editoriale televisivo locale esistente – continua il rainmaker di MCL Avvocati Associati -.

Circostanza che emergeva chiaramente dalla previgente formulazione del paragrafo 6 delle Linee Guida. In esse era precisato che l’impiego di sistemi trasmissivi DVB-T2 HEVC avrebbe consentito il trasporto di circa 40 marchi in SD (intesa come standard definition) o circa 15 in HD (intesa come high definition) sulle reti locali di 1° livello.

 

Per evitare barriere all’ingresso di FSMA dotati di minore potenzialità economica (ma non per questo contenutistica), dovrebbe essere dato prima spazio al soddisfacimento delle richieste SD e solo successivamente a quelle HD

“La presenza della precisazione di formato HEVC (H265) nella previgente versione delle Linee guida impediva la strumentalizzazione descritta attraverso l’impiego del formato H264 (definito, impropriamente, anche HD). In conclusione, per evitare barriere all’ingresso di FSMA dotati di minore potenzialità economica (ma non per questo contenutistica), dovrebbe essere dato prima spazio al soddisfacimento delle richieste SD e solo successivamente a quelle HD”, rimarca l’avv. Cionini.

 

Riverberazione sul paragrafo 26

“Le criticità della riformulazione delle Linee guida si riverberano chiaramente anche sul paragrafo 26. Quest’ultimo è foriero di una limitazione dell’accesso alla capacità trasmissiva attraverso la predeterminazione di “tagli” di banda incoerenti con le necessità concrete. Anche alla luce dell’evoluzione tecnologica intervenuta a seguito dell’adozione del PNAF Agcom“, conclude l’avv. Cionini.

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DTT. Ecco come avverrà l’attribuzione degli LCN dopo le graduatorie FSMA locali. Altamente probabile una ridistribuzione rispetto ad oggi

Fonte: https://www.newslinet.com/dtt-ecco-come-avverra-lattribuzione-degli-lcn-a-seguito-delle-graduatorie-fsma-locali/

 

Graduatorie FSMA, corsa alla capacità trasmissiva e nuove attribuzioni LCN. Quello che aspetta i fornitori di servizi di media audiovisivi (FSMA) locali nei prossimi mesi (o settimane) è un vero e proprio percorso ad ostacoli.

 

I bandi per le graduatorie FSMA

Prima i bandi per la determinazione delle graduatorie FSMA dei soggetti che potranno essere trasportati sui nuovi mux areali degli operatori di rete. Network provider che saranno selezionati in massima parte a seguito della scadenza del 15/02/2021 (allo stato si conoscono infatti solo i vettori di Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige).

 

Le negoziazioni per la capacità trasmissiva

Poi le negoziazioni per la capacità trasmissiva, su cui in questi giorni si sta sviluppando un nutrito confronto a seguito della consultazione pubblica indetta dal Ministero dello sviluppo economico sulle nuove Linee guida per la partecipazione di bandi. Oggetto del dibattito è il rischio di estromissione dei player minori da parte dei primi posizionati in graduatoria.

 

L’associazione delle numerazioni LCN agli autorizzati. Che cambieranno rispetto ad oggi

E, infine – giungendo al tema di questo articolo -, l’associazione delle nuove numerazioni LCN. Che, ormai è chiaro, in gran parte cambieranno.

 

La consultazione pubblica Agcom sul nuovo Piano LCN

A riguardo di quest’ultima fase, la recente pubblicazione da parte dell’Agcom della consultazione pubblica sull’aggiornamento del nuovo Piano di numerazione automatica dei canali DTT, delle modalità di attribuzione dei numeri ai FSMA autorizzati e delle relative condizioni di utilizzo dà importanti indicazioni di come si svolgerà la procedura.
L’iter è riassunto all’art. 6 dell’Allegato A alla delibera 17/21/CONS.

 

L’attribuzione delle numerazioni da parte del Mise

Il disposto regolamentare spiega che “L’attribuzione delle numerazioni disponibili del piano LCN, a regime, è effettuata dal Ministero, nell’ambito del titolo abilitativo rilasciato per l’esercizio della radiodiffusione televisiva in tecnica digitale terrestre“.

 

La domanda per l’assegnazione di una numerazione del presente piano e l’eventuale espressione di preferenza

Contestualmente alla domanda per il conseguimento dell’autorizzazione per la fornitura di servizi di media audiovisivi lineari destinati alla diffusione in tecnica digitale su frequenze televisive terrestri di cui all’articolo 3 dell’Allegato A alla delibera n. 353/11/CONS, sono tenuti a presentare apposita domanda per l’assegnazione di una numerazione del Piano LCN. Esprimendo, eventualmente, una preferenza tra le numerazioni assegnabili e disponibili.

 

Assegnazione LCN al FSMA

Il Ministero procede quindi all’assegnazione della numerazione, tenendo conto, ove compatibile con le disposizioni del Piano LCN, della preferenza espressa dal richiedente.

 

L’ipotesi del sorteggio pubblico

Nel caso in cui le numerazioni disponibili dovessero risultare inferiori alle richieste presentate, dovrà essere disposto un sorteggio pubblico ai fini dell’assegnazione delle singole numerazioni ai richiedenti. “Quest’ultima circostanza appare invero improbabile, considerato che a monte vi sarà la cernita per l’accesso alla capacità trasmissiva”, osserva Stefano Cionini, avvocato di MCL Avvocati Associati, law firm che cura l’Area Affari Legali di Consultmedia.

 

L’attribuzione ai soggetti già abilitati

“L’attribuzione dei numeri a soggetti presenti nella graduatoria FSMA è effettuata dal Ministero con apposito provvedimento di assegnazione della numerazione, rilasciato su domanda del soggetto interessato“, puntualizza il legale di Consultmedia.

 

Prima applicazione

In sede di prima applicazione, il Ministero procederà all’attribuzione delle numerazioni secondo le modalità di seguito dettagliate.

 

Modalità di attribuzione a FSMA locali: procedura

Con riferimento agli FSMA autorizzati del comparto locale, “nell’intento di valorizzare la programmazione di qualità e quella legata al territorio, le numerazioni ad essi dedicate sono attribuite progressivamente, partendo dal I arco di numerazione”, spiega Agcom. Ovviamente secondo la collocazione derivante dalle graduatorie FSMA “predisposte dal Ministero e relative alle 18 aree tecniche previste dal PNAF di cui alla delibera n. 39/19/CONS”.

 

La qualità della programmazione, le preferenze degli utenti e il radicamento nel territorio

“Dirimente è la formazione delle graduatorie LCN, che avverrà attraverso l’attribuzione di punteggi in relazione alla qualità della programmazione, alle preferenze degli utenti e al radicamento nel territorio”, spiega l’avv. Cionini.
Punteggi attribuiti secondo i criteri di seguito specificati.

 

Punteggio aperto

“Per differenziare le posizioni all’interno di ciascuna graduatoria, evitando fenomeni di appiattimento verso il basso o verso l’alto dei risultati del processo di valutazione, Agcom ha previsto l’utilizzo di un sistema di punteggio aperto, senza un tetto massimo di punti assegnabili. Sistema in cui il punteggio finale conseguito da ciascun partecipante è dato dalla somma dei singoli punteggi ottenuti con riferimento alle voci e ai relativi i indicatori di seguito specificati”, continua Cionini.

 

Gli indicatori della qualità della programmazione…

Secondo l’attuale formulazione (l’Allegato A è sottoposto a consultazione pubblica e quindi potrebbe subire modifiche), la qualità della programmazione è valutata in base ai piani editoriali e ai dipendenti impiegati, con riferimento ad una serie di indicatori.

 

Quota percentuale (valore medio nel biennio 2019-2020) di programmi di informazione (inclusi i telegiornali), programmi di approfondimento (anche culturale) e programmi dedicati ai minori

Tali contenuti del marchio/palinsesto oggetto della domanda sono calcolati sul totale delle ore di programmazione, con particolare riferimento all’autoproduzione e al legame con il territorio, al netto delle repliche. In ogni caso, non si considerano programmi autoprodotti i programmi di televendita (punteggio: inferiore al 20% = 3 punti; inferiore al 40% = 6 punti; superiore al 40% = 10 punti).

 

Numero medio di dipendenti

Si tratta del personale (dipendente) effettivamente applicato all’attività di fornitore di servizi media audiovisivi per il marchio/palinsesto oggetto della domanda, occupato nel biennio 2018-2019 con contratto di durata continuativa (per l’attribuzione del punteggio occorre fare riferimento all’Annesso dell’Allegato A alla delibera 17/21/CONS Agcom).

 

Numero medio di giornalisti (professionisti, pubblicisti e praticanti) iscritti al relativo albo o registro

I giornalisti devono essere effettivamente applicati all’attività di fornitore di servizi media audiovisivi per il marchio/palinsesto oggetto della domanda, occupati nel biennio 2018- 2019 (per l’attribuzione del punteggio cfr il citato Annesso all’Allegato A).

 

… quelli delle preferenze degli utenti

Le preferenze degli utenti ed il radicamento sul territorio sono valutati rispettivamente in base agli indici di ascolto e alla storicità, con riferimento ad ulteriori indicatori.

 

Media ponderata dell’ascolto medio giornaliero e del numero dei contatti netti giornalieri, nel biennio 2019-2020

Anche in questo caso si tratta di un dato riferito al marchio/palinsesto oggetto della domanda (per l’attribuzione del punteggio cfr. l’Annesso all’Allegato A).

 

Numero di anni di diffusione del marchio/palinsesto oggetto della domanda

“Rilevante che il calcolo avviene dalla data di autorizzazione (punteggio: fino a 5 anni = 6 punti; più di 5 anni = 10 punti. Ai fini del calcolo si considerano anche le frazioni di anno superiori a 6 mesi)“, osserva l’avv. Cionini a riguardo di tale indicatore.

 

La riserva per le comunitarie

Ferme restando le riserve di numerazione disposte a favore dei consorzi e delle intese di cui all’articolo 29, comma 2, del Testo Unico nonché a favore degli FSMA in ambito locale con programmazione di genere musicale (radiovisione), in ciascun blocco di numerazione destinato agli FSMA in ambito locale, per ogni decade a partire dal numero 71 è prevista una riserva del 20 per cento delle numerazioni in favore delle emittenti a carattere comunitario. Tali numerazioni riservate sono assegnate dal Ministero mediante una graduatoria specifica, redatta in base a gli indicatori sopra descritti, ad esclusione del punto d).

La suddetta riserva, al fine di assicurare l’uso efficiente delle risorse di numerazione, è comunque da intendersi come “non esclusiva”. Pertanto, qualora nelle aree tecniche non siano presenti emittenti a carattere comunitario, le numerazioni ad esse riservate sono comunque assegnate secondo le graduatorie FSMA ordinarie.
Resta in ogni caso ferma la facoltà delle emittenti a carattere comunitario di poter scegliere di concorrere nelle graduatorie ordinarie per l’assegnazione di tutte le numerazioni destinate al comparto locale.

 

Le istanze per la visual radio/radiovisione

Le numerazioni riservate alla programmazione di genere musicale degli FSMA in ambito locale (radiovisione), nel IV arco di numerazione, sono assegnate a richiesta dei fornitori.
A tal fine i soggetti interessati sono tenuti a presentare un’apposita domanda, esprimendo, eventualmente, una preferenza tra le numerazioni individuate dal Ministero per tale genere di programmazione.

Il Ministero procede all’attribuzione della numerazione con apposito provvedimento, tenendo conto, ove compatibile con le disposizioni del piano, della preferenza espressa dal richiedente.

 

Priorità di domanda

Qualora due o più FSMA abbiano formulato richiesta per la medesima numerazione, la stessa verrà assegnata all’FSMA che ha presentato per primo la domanda di attribuzione al Ministero.

 

Sorteggio

In caso di parità di data di presentazione della domanda la numerazione è assegnata al soggetto che per primo ha conseguito l’autorizzazione per la fornitura di servizi di media audiovisivi di cui all’articolo 3 dell’Allegato A alla delibera n. 353/11/CONS.
Nell’ipotesi di parità di data di conseguimento dell’autorizzazione dovrà essere disposto un sorteggio pubblico ai fini dell’assegnazione del relativo numero.

 

Le assegnazioni LCN sulle reti di secondo livello

Estremamente interessante (e delicata) è la previsione Agcom relativa al reimpiego LCN”, interviene Cionini. All’esito delle procedure di attribuzione delle numerazioni destinate agli FSMA in ambito locale, il Ministero individua le numerazioni assegnate agli FSMA che intendono essere trasportati su una rete di 2° livello, ove presenti, di una determinata area tecnica. “Tali numerazioni potranno essere assegnate a ulteriori FSMA che intendono essere trasportati su una diversa rete di 2° livello, presente nella stessa area tecnica, con le medesime modalità descritte in precedenza“, evidenzia l’avvocato.

 

Il VI arco

Con riferimento al VI arco le relative numerazioni sono assegnate dal Ministero con apposito provvedimento, rilasciato su domanda del soggetto interessato.
Al termine della fase di prima applicazione, il Ministero comunicherà ai soggetti richiedenti la numerazione assegnata. Contestualmente il Mise procederà a pubblicare sul proprio sito Internet un apposito elenco pubblico nel quale sono riportati i numeri attribuiti ed il relativo assegnatario, nonché i numeri ancora disponibili. Il suddetto elenco pubblico viene aggiornato dal Ministero con cadenza periodica.

 

Trasferibilità dei titoli e scambi LCN tra FSMA omogenei

In ogni caso, in generale, l’attribuzione delle numerazioni è effettuata per la durata del titolo autorizzatorio per la fornitura di servizi di media audiovisivi rilasciato al soggetto richiedente. Il trasferimento a terzi del titolo autorizzatorio, nei casi previsti dalla legge, include anche l’attribuzione della numerazione corrispondente. Qualora dovesse intervenire una rilevante modifica nella linea editoriale della programmazione irradiata, il fornitore di servizi di media audiovisivi è tenuto a richiedere al Ministero conferma della numerazione attribuita o l’attribuzione di un nuovo numero conforme al nuovo genere di programmazione trasmesso.

 

Possibili modifiche al Piano LCN. Ma difficilmente saranno sostanziali

“I principi fin qui descritti potrebbero subire variazioni all’esito della consultazione pubblica indetta da Agcom. Tuttavia, il quadro complessivo difficilmente subirà modifiche rilevanti. E’ quindi opportuno che i fornitori SMA comincino a valutare le proprie posizioni in vista dell’applicazione della procedura descritta”, conclude l’avv. Cionini.

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Tv. Bandi FSMA areali: la questione finisce all’Antitrust. Considerata a rischio la tutela della concorrenza e del mercato televisivo locale

Fonte: https://www.newslinet.com/tv-bandi-fsma-areali-la-questione-finisce-allantitrust-considerata-a-rischio-la-tutela-della-concorrenza-e-del-mercato-televisivo-locale/

 

A rischio la tutela della concorrenza e del mercato televisivo locale? L’aggiornamento delle “Linee guida sui criteri e le modalità adottati per la formazione delle graduatorie dei fornitori di servizi di media audiovisivi (FSMA) operanti in ambito locale” la metterebbe a rischio.

 

I compiti di specie dell’Agcm

L’Autorità garante della concorrenza del mercato (Agcm o anche Antitrust) ha poteri consultivi previsti dal Codice delle comunicazioni elettroniche (D. Lgs. 259/2003). In particolare, in materia di trasferimento delle radiofrequenze e di analisi dei mercati rilevanti dei prodotti e servizi relativi alle comunicazioni elettroniche.

 

Segnalazione sul rischio per la concorrenza nel comparto tv locale a seguito della riformulazione delle Linee Guida

Sulla scorta di tale previsione normativa (legge 287/1990 e ss. mm. e ii.) l’Agcm dovrà pronunciarsi su una segnalazione avanzata – a seguito della consultazione pubblica che ha novato le Linee guida relative ai bandi FSMA pubblicate il 22/07/2019 – da un soggetto portatore di interessi diffusi.

 

L’impulso

La segnalazione – che NL ha potuto esaminare -, sostanzialmente coincide con i dubbi che abbiamo esternato nell’editoriale di venerdì, pur con alcune sfumature.

 

Nella sua nuova formulazione l’art. 6 delle Linee Guida per i bandi FSMA recita: “Secondo quanto stabilito dal PNAF, la capacità trasmissiva necessaria per la trasmissione di un marchio è stimata in un bit rate di circa 2,5-3 Mbit/s per un programma in alta definizione (HD) e di circa 1 Mbit/s per un programma in definizione standard (SD)”.

 

Accaparramento di capacità trasmissiva

Come avevamo avuto modo di osservare, esiste il rischio di una strumentalizzazione da parte degli FSMA dotati di maggiori risorse economiche che (sulla base dei parametri ex DPR 146/2017) si posizioneranno meglio nelle graduatorie. Gli FSMA nelle prime posizioni potrebbero infatti limitare l’accesso alla concorrenza richiedendo ciascuno (come consentito) fino a 3 Mbit/s. Determinando così il rapido esaurimento della capacità disponibile. Ed azzerando la concorrenza sulla scorta di una apparente esigenza tecnica.

 

Concentrazione eccessiva di potere economico

La finalità di Agcm è di garantire il corretto funzionamento del mercato in modo che agli operatori economici sia consentito di accedervi liberamente. E successivamente di competere con pari opportunità in un sistema di libero mercato in concorrenza, prevenendo una concentrazione eccessiva di potere economico.

 

Limitazione della concorrenza

Su tale considerazione è stato ritenuto che la nuova formulazione adottata per le Linee guida non sia orientata a preservare la massima quota possibile del panorama editoriale televisivo locale esistente. E che quindi possa risultare limitativa della concorrenza.

 

Sollecitazione di un’adeguata considerazione delle regole e dei principi concorrenziali

Non solo, poiché all’Autorità è attribuito dal legislatore un importante compito di promozione della concorrenza al fine di sollecitare, nelle attività legislativa, regolamentare e amministrativa, un’adeguata considerazione delle regole e dei principi concorrenziali, la segnalazione esaminata da NL stimola un intervento in tal senso.

 

Formulazione precedente più garantista

D’altro canto – come avevamo già sottolineato – la previgente formulazione dell’art. 6 delle Linee Guida, allorquando era precisato che l’impiego di sistemi trasmissivi DVB-T2 HEVC avrebbe consentito il trasporto di circa 40 marchi in SD o circa 15 in HD sulle reti locali di 1° livello, se non la neutralizzava, almeno conteneva più di quanto non faccia la sua revisione, il rischio di limitazione della concorrenza.

 

L’HEVC perso per strada

Anche e soprattutto attraverso l’opportuna precisazione dell’impiego di sistemi trasmissivi DVB-T2 HEVC scomparsa nell’aggiornamento.

 

La strage degli incapienti

Il rischio quindi che l’art. 6 delle Linee guida come riformulato possa condurre facilmente all’esaurimento della richiesta trasmissiva disponibile per mux da parte di poco più di una decina dei primi classificati è quindi rilevante. Cosicché nelle aree tecniche dove esiste solo un unico mux pianificato, i fornitori SMA potrebbero ridursi fino al 75%.

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DTT. Rivoluzione LCN: con la Del. 17/21/CONS Agcom avvia consultazione pubblica su aggiornamento Piano e modalità attribuzione numerazioni

Fonte: https://www.newslinet.com/dtt-rivoluzione-lcn-con-la-del-17-21-cons-agcom-avvia-consultazione-pubblica-su-aggiornamento-piano-e-modalita-attribuzione-numerazioni/

 

Attraverso la delibera 17/21/CONS (datata 28/01/2021 ma pubblicata oggi) l’Agcom ha indetto una consultazione pubblica sull’aggiornamento del Piano LCN (logical channel number), sulle relative modalità di attribuzione delle numerazioni e sulle condizioni di utilizzo. L’esame mostra una vera e propria rivoluzione di alcuni principi che fin qui hanno regolato il sistema LCN.

 

Il testo della consultazione di cui alla delibera 17/21/CONS

Il testo della consultazione di cui alla delibera 17/21/CONS e le modalità di consultazione sono riportati rispettivamente negli allegati A (che sostanzialmente traccia il quadro d’insieme del nuovo assetto) e B (modalità di consultazione).

 

La rivoluzione in arrivo

Attraverso la consultazione pubblica indetta con la delibera 17/21/CONS, l’Autorità intende acquisire, tramite consultazione pubblica, osservazioni ed elementi d’informazione in merito all’Aggiornamento del nuovo piano di numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre. La consultazione riguarda anche le modalità di attribuzione dei numeri ai fornitori di servizi di media audiovisivi autorizzati alla diffusione di contenuti audiovisivi in tecnica digitale terrestre e le relative condizioni di utilizzo (Allegato A alla delibera n. 17/21/CONS).

 

Entro 30 giorni dalla pubblicazione i contributi

I soggetti interessati a far pervenire i propri contributi alla consultazione entro il termine perentorio di trenta giorni dalla pubblicazione della delibera n. 17/21/CONS sul sito web dell’Autorità www.agcom.it. Le comunicazioni, recanti la dicitura “Consultazione pubblica di cui alla delibera n. 17/21/CONS”, dovranno essere inviate tramite PEC all’indirizzo agcom@cert.agcom.it.

 

Richieste di audizione

I soggetti interessati possono chiedere con apposita istanza di illustrare nel corso di un’audizione le proprie osservazioni, sulla base del documento scritto inviato in precedenza.

 

La suddetta istanza deve pervenire all’Autorità tramite PEC ed essere anticipata via e-mail (dis@agcom.it), almeno dieci giorni prima della scadenza del termine tassativo di 30 giorni sopra indicato. Nella medesima istanza dovrà essere indicato un referente, un contatto telefonico ed una e-mail per l’inoltro di eventuali successive comunicazioni.

 

L’esame di merito

Nei prossimi giorni analizzeremo dettagliatamente le prospettazioni di revisione di Agcom (in qualche caso dirompenti).

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